COVID-19: Indicazioni operative della Procura di Bergamo

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo ha emanato delle indicazioni operative agli Organi di vigilanza per l’applicazione dei protocolli condivisi pubblicati quali allegati del DPCM 26 aprile 2020 in particolare con riferimento all’art 2 c 6 del medesimo “6. Le imprese le cui attivita’ non sono sospese rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all’allegato 6, nonche’, per i rispettivi ambiti di competenza, il protocollo condiviso di regolamentazione per … i cantieri … allegato 7, e il protocollo condiviso … nel settore del trasporto e della logistica … all’allegato 8. La mancata attuazione dei protocolli che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attivita’ fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.”

Segnaliamo tre passaggi delle indicazioni operative:

  1. TUTTE le imprese devono rispettare il protocollo di cui all’allegato 6, mentre le imprese che operano nei cantieri devono rispettare ANCHE quanto previsto all’allegato 7 e quelle che operano nella logistica ANCHE quanto previsto all’allegato 8, quindi per cantieri e logistica si applicano le norme di cui ai due allegati sopra indicati
  2. Alla luce di quanto previsto nell’art. 4 del D.L. 19/2020 che afferma: ”salvo che il fatto non costituisca reato” significa che il datore di lavoro o il soggetto con posizione di garanzia (per es. dirigente o preposto) che violi una misura contenuta nei protocolli che abbiamo sopra indicato nel punto 1  commette un illecito di natura penale e quindi non si applica la sanzione amministrativa né principale né accessoria bensì i precetti di cui al D. Lgs. 81/08 art 301  e conseguentemente le disposizioni di cui al D. lgs. 758/1994 (ossia la procedura che prevede a seguito di ispezione redazione del verbale con contestazione, richiesta di ottemperanza alla norma violata, verifica dell’adempimento e ammissione al pagamento del quarto della somma prevista quale sanzione per il reato commesso e quindi dichiarazione di estinzione del reato, rammentiamo che in caso di mancata ottemperanza o pagamento nei termini di cui alla norma la Procura procederà penalmente nei confronti del responsabile)
  3. Le indicazioni individuano a TITOLO ESEMPLIFICATIVO la corrispondenza tra protocolli e norme del D. Lgs. 81/2008 al fine della contestazione: ad esempio per quanto riguarda l’informazione si suggerisce di contestare l’art 36 c. 2 lett a) , per la pulizia e sanificazione si propone di contestare l’art 63 c 1 in combinato con l’art 64  c. 1; per le precauzioni di igiene personale si suggerisce di contestare l’art 18 c 1 lett f); per i DPI di contestare l’art 18 c 1 lett d)

EVIDENTE alla luce di tutto quanto sopra che se il mancato rispetto di una norma di cui al protocollo condiviso dovesse essere la causa per la quale un dipendente o collaboratore o anche un terzo dovesse ammalarsi o addirittura morire per aver contratto il virus COVID-19 potrebbe esserci in capo al datore di lavoro e/o dirigente e/o alla figura di garanzia individuata e/o al RSPP e/o al Medico Competente anche un processo penale per lesioni gravi o gravissimo (art 590 c.p.) se la malattia supera i 40 giorni o vi è querela da parte dell’infortunato e nel caso di morte per omicidio colposo (art 589 c.p.)