Il documento di valutazione dei rischi deve essere aggiornato da tutti i datori di lavoro in caso di pandemia virale come il Coronavirus – Ministero del Lavoro della Repubblica Francese

Coronavirus: domande e risposte per aziende e dipendenti

Tratto dal sito ufficiale:

https://travail-emploi.gouv.fr/actualites/l-actualite-du-ministere/article/coronavirus-questions-reponses-pour-les-entreprises-et-les-salaries (…)

Io sono imprenditore

– 13. Cosa devo fare per garantire la sicurezza e la salute del mio personale?

Una situazione epidemica richiede una vigilanza speciale nell’interesse dei dipendenti e delle aziende. La presenza di dipendenti necessari per il funzionamento dell’azienda dipenderà in gran parte dalla capacità dell’azienda di rispondere alle preoccupazioni dei dipendenti e alle assicurazioni che verranno loro fornite per essere adeguatamente protetti contro i rischi specifici associati al virus (in particolare i dipendenti in contatto con il pubblico) [il contatto col pubblico è un rischio professionale del lavoratore n.d.t.].

Il codice del lavoro impone al datore di lavoro di adottare le misure necessarie per garantire la sicurezza e la protezione della salute del proprio personale. Pertanto, deve effettuare una valutazione del rischio professionale. Questa valutazione deve essere rinnovata a causa dell’epidemia per ridurre al minimo il rischio di contagio sul posto di lavoro o sul lavoro attraverso misure quali azioni di prevenzione, informazione e formazione nonché l’attuazione di mezzi adeguati, secondo le istruzioni delle autorità pubbliche

[il rischio contagio virale suo posto di lavoro è un rischio professionale che
fa scattare l’obbligo prevenzionistico a carico di tutti i datori di lavoro
n.d.t.]

.

Il datore di lavoro deve assicurarsi che tutto questo sia costantemente adattato per tener conto delle mutevoli circostanze.

La valutazione deve essere condotta tenendo conto dei metodi di contaminazione e del concetto di stretto contatto [distanza di sicurezza interpersonale n.d.t.].

Questa nuova valutazione deve essere trascritta nel documento unico di valutazione del rischio che deve essere aggiornato per tener conto delle variazioni delle circostanze.

Le misure preventive risultanti dall’aggiornamento del documento unico di valutazione dei rischi devono infine essere portate all’attenzione dei dipendenti in modo adeguato al fine di consentirne la piena applicazione.

Questo approccio viene attuato secondo una procedura che coinvolge gli organi di rappresentanza dei dipendenti (CSE) e il servizio di medicina del lavoro.

Giova ricordare che l’articolo 42 comma 2 del decreto legge 18 del 17.3.2020 prevede per tutte le attività lavorative che “nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro, il medico certificatore redige il consueto certificato di infortunio e lo invia telematicamente all’INAIL che assicura, ai sensi delle vigenti disposizioni, la relativa tutela dell’infortunato. Le prestazioni INAIL nei casi accertati di infezioni da coronavirus in occasione di lavoro sono erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell’infortunato con la conseguente astensione dal lavoro. I predetti eventi infortunistici gravano sulla gestione assicurativa e non sono computati ai fini della determinazione dell’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico di cui agli articoli 19 e seguenti del Decreto Interministeriale 27 febbraio 2019. La presente disposizione si applica ai datori di lavoro pubblici e privati.