Ordinanza 546/2020 Regione Lombardia

La Regione Lombardia con Ordinanza 546 del 13 maggio 2020 rende obbligatorio il controllo della temperatura corporea che era, invece, facoltativo nelle previsioni contenute nell’allegato 6 al DPCM 26/4/2020 al paragrafo 2 modalità di ingresso in azienda, mentre rimane facoltativo, anche se fortemente raccomandata la rilevazione corporea nei confronti dei clienti/utenti prima dell’accesso. Rimane, altresì, fermo il limite di 37,5° quale soglia oltre la quale scatta il divieto di ingresso.

A fronte di ciò, anche se il problema era già stato ampiamente dibattuto e risolto (vedasi nota 1 del paragrafo 2 dell’allegato 6 del DPCM 26/4/20), vi è oggi un obbligo normativo che impone il trattamento dei dati particolari riguardante la salute dei dipendenti.

Non si discute sul “se” possano essere trattati, ma solo sul “come”, alla luce del principio di proporzionalità che impone di valutare e soppesare il diritto alla privacy con il diritto a che venga tutelata la salute pubblica ed individuale.

Pertanto, al fine di garantire la corretta applicazione sia della normativa in materia di privacy, sia la normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, occorre individuare le corrette modalità di rilevazione e trattamento dei dati relativi alla salute dei dipendenti:

– fornendo idonea informativa;

– identificando il personale autorizzato ad effettuare il trattamento dei suddetti dati;

– erogando FORMAZIONE al personale autorizzato di cui al punto precedente sulle modalità di effettuazione del trattamento che sia conforme alla normativa in vigore;

– trattando e conservando i dati con misure di sicurezza appropriate, inter alia garantendo che tali dati vengano comunicati alle sole persone il cui intervento risulti strettamente necessario o imposto dalla legge (medico competente o, in caso di superamento della soglia, alle autorità competenti).

Sul punto, si è espresso il Garante per la Protezione dei Dati Personali, il quale ha stabilito quanto segue:

– in forza del principio di minimizzazione, il solo dato rilevabile è il superamento o meno della soglia della temperatura corporea stabilita dalla legge, pari a 37,5 °C;

– registrare il dato nel caso in cui la temperatura risulti superiore a 37,5 °C, al fine di giustificare e documentare il diniego all’accesso al luogo di lavoro;

– contrariamente, nel caso di rilevazione della temperatura a soggetti diversi dai dipendenti, come ad esempio i clienti, e riscontro di una temperatura superiore a 37 °C, tale dato non può essere registrato;

– fermo restando il divieto, per il medico competente, di comunicare al datore di lavoro le specifiche patologie dei dipendenti, alla luce dell’emergenza in corso, egli deve segnalare al datore di lavoro casi di particolare fragilità quando reputi necessaria l’adibizione del lavoratore a mansioni diverse;

– il datore di lavoro deve comunicare i nominativi del personale contagiato alle autorità sanitarie competenti e non, di contro, al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza;

– il datore di lavoro non può comunicare il nominativo di un dipendente contagiato da COVID-19 agli altri dipendenti; tale nominativo dovrà essere comunicato solo alle autorità e queste ultime provvederanno a rintracciare i contatti stretti del soggetto contagiato.